ezirdegneck

Monday, March 05, 2007

RENZO'S DAY - LIPE 5 MARZO ORE 17,05

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO X MIKI:
CERCA ISOLA DI SIPADAN - BORNEO SABAH (CAPITALE KOTA KINABALU) NELLA PARTE CHE GUARDA VERSO ASIA, NELLA ZONA EST E FAMMI SAPERE.

OGGI E' ULTIMO GIORNO DEI BUDDHIST DAYS E GUARDACASO E' ANCHE...

LA GIORNATA E' COMINCIATA CON UNA COLAZIONE DA COMPLEANNO:
1 PANCAKE COCCO E CIOCCOLATO, 1 PLAIN PANCAKE, 1 SUCCO DI PAPAJA E LIMONE
E 1 CAFFE'. NON MALE, VERO?
POI CHIACCHIERE, BUNGALOW, LETTURA, DORMITA, LETTURA, DOCCIA E PRANZO CON 1 MASSAMAN CURRY CON CALAMARI E RISO.
PER STASERA VEDREMO COSA OFFRIRA' IL MERCATO DEL PESCE.

ORA VI LASCIO PER SEGUIRE UNA MANZA CHE PASSA QUI DAVANTI.
BACI DA E GNECK

7 Comments:

At 2:30 AM, Anonymous Anonymous said...

Il botteghino al completo, l'attuale portineria, Giusy Beppe (e sicuramente anche gli altri tecnici che oggi se la spassano a casa dormendo!!!)augurano tanti ma tanti auguri al Gneck, tanti tanti auguri quanti i suoi anni, tanti tanti auguri quanti i km che ci separano da lui, tanti tanti auguri quanti i poveri pesci che ha digerito da quando è in Thai, tanti tanti auguri di cuore.
Bacioni

 
At 4:33 AM, Anonymous Anonymous said...

questo è solo un primo commentino, avevo aperto il blog per ricordarti che oggi è il compleanno della simona !!! mi raccomando, ricordati di farle.....ma no dai, auguri !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
buon compleanno, dillo alla manza che segui così ti fa un regalino un bacio
miki
p.s. adesso vado a vedere se trovo l'isola; bello svegliarsi la mattina e guardarsi l'asia zona est !
al prox comm

 
At 5:38 AM, Anonymous Anonymous said...

commento al post di servizio (ma anche un altro po' di auguri), le tue indicazioni mi fanno un po' di casino; ti spiego: il borneo sabah, almeno su google, è la parte sotto dell'isolona bornea, la parte indonesiana, che si affaccia sull'antartico per intenderci (o sul sotto e un po su sulawesi a est se vogliamo essere più precisi, che in effetti l'antartide è abbastanza più in la!). e lì sotto in effetti, proprio verso sulawesi, c'è un'isola sipadan, insieme ad altre lì attorno; tutte piuttosto lagunose, con un po' di terra e poi passerelle e bungalow in abbondanza direttamente sulla parte lagunosa ed acquatica di barriera corallina. mentre kota kinabalu è nella parte nordest del borneo, la parte bruneiana, ed in effetti si affaccia sull'asia. lì, davanti a questa caotica capitale (con aeroporto), ci sono isole, anche in abbondanza volendo, e sempre lagunose; una addirittura è di quelle ad anello, con la terra attorno, sottile sottile, e tutto il mare in mezzo. ma tra queste nessuna se llama sipadan (a meno non sia una di quelle davvero piccole che google non nomina). tra l'altro non troppo distante, un po' più a sudovest di kota, c'è palau labuan!!! quella di marianna!!!
in conclusione, dove mi devo dirigere meglio ?
a risentirci
miki

 
At 5:51 AM, Anonymous Anonymous said...

in effetti deve essere quella, borneo sabah è tutta l'isola, kota è la capitale a nord e sipadan l'isola a sud (senza affacciarsi sull'asia). sembra molto bella: un fagiolo tutto foresta con spiaggia e barriera attorno da tutte le parti. piuttosto sembra molto turistica, è pieno di diving
miki

 
At 6:44 AM, Anonymous Anonymous said...

happy b'day!!! sono la manza che passava lì davanti, e come avrai già capito ero il tuo regalo di compleanno da parte di un ammiratore anonimo...oltre alle solite 500 rose rosse...qui c'è un sottile riferimento ai recenti accadimenti sanremesi, che, insieme alla crisi di governo, ti sei perso. quest'anno (mi) ha interessato (quasi) come non accadeva dall'87, quando c'erano ospiti i duran duran e simon le bon si ruppe un piede.
ma don't worry, l'ammiratore anonimo al tuo ritorno ti regalerà anche compilation completa della kermesse + singolo di MOMO. in cambio vorrà solo tu gli chiarisca un suo inquietantie interrogativo: ...chi glielo dice a jack?!?!

baci augurevoli,
vania cassano

 
At 11:00 AM, Anonymous Anonymous said...

Essere nati il giorno in cui Sergei Prokofiev e Josif Stalin si sono fusi con l'infinito, per chi crede nella reincarnazione come i buddisti, può significare molto. Ad esempio che nonostante tu non abbia mai composto melodie classiche, sei un amante dei balletti (Romeo e Giulietta, Cenerentola) e ti rilassi ascoltando concerti e sonate per pianoforte, senza considerare che anche anche tu, come il M° ucraino, hai imparato a giuocare a scacchi in verde età. E' altresì vero, però, che alla pari dell'indomabile baffone, anche tu fai parte della "troika" arcobaleniana (Silvia, Rita, Renzo), i soli a potersi permettere ferie (più o meno lunghe) in un periodo in cui nel kolchoz Bonci il lavoro straripa. Che dire d'altro. Auguri, compagno Koba-Sergei.

M.

 
At 8:08 AM, Anonymous Anonymous said...

L'ISOLA CHE NON C'E'...PIU'


L'ISOLA DI LOHACHARA E' SCOMPARSA
10.000 PERSONE SENZA CASA.

La prima isola abitata, nel Golfo del Bengala, è stata sommersa dal mare che cresce di livello. Iniziano ad avverarsi le più fosche previsioni degli scienziati. The Independent, 24 dicembre 2006

LA PROSSIMA PREDESTINATA SEMBRA ESSERE ADDIRITTURA UN'INTERA NAZIONE "L'ARCIPELAGO DI TUVALU"
24,3 KMQ - 12.000 abitanti

TUVALU UN'INTERO STATO MEMBRO DELLE NAZIONI UNITE A FORTE RISCHIO DI ESTINZIONE

Gli scienziati ne prevedono la scomparsa entro il 2.100

Superficie: 24,3 Km²
Abitanti: 11.000 (stime 2001)
Densità: 453 ab/Km²
Superficie: 24,3 Km²
Elevazione massima: 5 m

Forma di governo: Monarchia costituzionale
Capitale: Vaiaku (3840 ab.)
Gruppi etnici: Polinesiani 95%, Europei 3%, Micronesiani 2%

Tuvalu è un arcipelago composto da nove atolli, di cui otto abitati, ha una superficie di 24,3 kmq(24,3 milioni di mq), circa 12.000 abitanti, e la sua altidudine non supera in nessun punto i 5 metri sul livello del mare, alta densità demografica circa 500 ab/kmq.
Ex Protettorato Brittanico, è indipendente dal 1978, il capo di Stato è la Regina Elisabetta II, il parlamento è composto da 15 membri, eletti ogni 4 anni. Attualmente il Primo Ministro Apisai Ielemia è stato eletto nel turno elettorale del 3 agosto 2006.

AMBIENTE
Golfo del Bengala, l'innalzamento del mare ha cancellato Lohachara
Grazie al satellite l'università di Calcutta ha monitorato lo stato dell'atollo per mesi.

Si alza il mare scompare un'isola
Evacuati 10.000 abitanti
di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Lohachara, piccola isola nella Baia del Bengala, è stata risucchiata nel gorgo dell'oceano in crescita e i suoi abitanti sono stati evacuati. È il primo lembo di terra ferma che paga il prezzo prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo. La notizia, rimbalza dal sito del giornale inglese The Independent e segue il calvario degli isolotti già conquistati per giorni o settimane dal mare che si alza rabbioso sconvolgendo i villaggi e mettendo alla prova la sopravvivenza fisica e psicologica degli abitanti.

Il cambiamento climatico ha cominciato a mutare le carte geografiche partendo da uno dei luoghi più popolati del pianeta. Là dove il Gange e il Brahmaputra si gettano nella Baia del Bengala è sparita Lohachara, diecimila persone evacuate, la prima isola abitata risucchiata nel gorgo del mare in crescita, la prima terra pagata come "danno collaterale" prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo.

La notizia rimbalza dal sito del giornale inglese The Independent e segue il calvario degli isolotti già conquistati per giorni o settimane dall'oceano che si alza rabbioso: non una risalita lineare, ma ondate violente che cadono come un colpo di frusta sugli atolli dell'oceano Indiano e del Pacifico sconvolgendo i villaggi, i campi, le riserve di acqua dolce.

Un'invasione che mette alla prova la sopravvivenza fisica e psicologica degli abitanti. Quanto è possibile sopportare? Quando è ora di arrendersi? Nelle isole Tuvalu l'esasperazione ha portato 12 mila abitanti a un passo dalla fuga, dall'esilio volontario: hanno già chiesto asilo ambientale alla Nuova Zelanda e presto se ne andranno perché sanno di non poter più fermare il mare.

Negli arcipelaghi più ricchi, come le Hawaii, si difendono ancora divorando le isole meno redditizie a favore di quelle con più sdraio e ombrelloni. Spostano la sabbia da un punto all'altro per costruire i sea walls, muri che, anno dopo anno, si rivelano sempre più fragili e precari: un breve rinvio della crisi più che una soluzione.

L'oceano Indiano, con la sua temperatura particolarmente alta, fa da apripista alla risalita degli oceani guadagnando in alcune zone anche il doppio della media globale che ormai viaggia sopra i 3 millimetri di crescita annuale. Solo nel Golfo del Bengala, assieme alle 400 tigri che stanno per passare dall'estinzione potenziale all'estinzione di fatto, sono a rischio immediato una dozzina di isole abitate da 70 mila persone.

E' l'avanguardia dell'esercito dei profughi ambientali che sta per mettersi in campo. Nel raggio di cento chilometri dalla costa vivono oggi un miliardo e 200 milioni di persone, che nel 2080 raddoppieranno o triplicheranno. Secondo i calcoli di Robert Nicholls, uno dei ricercatori che da più tempo lavorano sulle previsioni climatiche, nello scenario peggiore, equivalente alla crescita di un metro del livello del mare per il 2080, decine di milioni di persone dovranno lasciare le loro case: più di 50 milioni nell'area dell'oceano Indiano, tra i 10 e i 50 milioni nella zona del Pacifico e di una parte dell'Atlantico, quasi 10 milioni di Africa e nel Mediterraneo.

Questo scenario comporta anche forti perdite di territorio in tutti i continenti. Il 46 per cento delle zone umide costiere verrebbe invaso dal mare: perdite particolarmente gravi si avrebbero sulla costa orientale degli Stati Uniti, nel golfo del Messico, nel Mar Baltico, nel Mar Nero e nel Mediterraneo.
I primi ad essere colpiti sarebbero quelli che portano le responsabilità minori del disastro ambientale prodotto principalmente dall'uso dei combustibili fossili.

Un abitante delle piccole isole usa una minima frazione dell'energia utilizzata da uno statunitense, che è in cima alla piramide dei consumi, ma per molti arcipelaghi il destino appare segnato: dalle Tuvalu alle Maldive, dalle Kiribati alle Marshall, dalle Tonga alle Cook sembra scattato il conto alla rovescia. Tanto che gli abitanti di queste terre precarie, un pelo sopra il livello del mare, si sono consorziati in un cartello, l'Aosis (Alliance of Small Island States) che raggruppa 40 paesi. Per loro la battaglia del clima è una questione di sopravvivenza fisica.

(28 dicembre 2006)

FONTE: Repubblica.IT

Salviamo Tuvalu e Vanuatu!

Le prime onde giganti hanno inondato i nove atolli di Tuvalu (le ex Gilbert ed Ellice) il 19 febbraio 2004, arcipelago-stato situato poco più a sud dell'Equatore in Oceania, non lontano dalla Linea del Cambiamento di Data: ma il peggio è accaduto nei due giorni successivi, quando la marea ha raggiunto i tre metri e venti di altezza, sommergendo case, uffici governativi e parte dell'aeroporto e facendo emergere l'acqua marina anche all'interno delle isole, a centinaia di metri dalla costa, creando laghi salmastri che hanno distrutto le coltivazioni di tuberacee e piante alimentari.

Il fenomeno da qualche anno si verifica sempre più frequentemente e con maggiore intensità.

Ormai è scritto, entro la fine di questo secolo la nazione di Tuvalu, una manciata di atolli disseminata in una vasta area dell'Oceano Pacifico, è destinata a scomparire, a meno che non vengano adottate misure drastiche a livello mondiale per ridurre l'effetto serra, che provoca lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente innalzamento del livello dei mari. Lo dice uno dei tanti rapporti dell'Onu, peraltro inascoltato, se è vero che il "Protocollo di Kyoto" per il controllo degli agenti inquinanti che provocano l'effetto serra, non è stato sottoscritto da diversi Paesi del mondo, primi fra tutti gli stati tecnologicamente più progrediti, che sono i maggiori responsabili dell'immissione di anidride carbonica nell'atmosfera.

Tuvalu sarà solo la prima nazione ad essere sommersa, in quanto ha un'elevazione massima di 4,5 metri sul livello del mare, e perché l'effetto dell'innalzamento degli oceani è maggiore in prossimità dell'equatore, per via della rotazione della Terra, ma le prime tragiche conseguenze di questa lenta ma inesorabile catastrofe sono già ben visibili anche in altri arcipelaghi corallini.

Tuvalu

Tuvalu è un piccolo arcipelago del Pacifico, posto ad est della Nuova Guinea e a sud dell'arcipelago delle Kiribati. Comprende 9 atolli di cui 8 abitati (Tuvalu significa "otto insieme"), la cui capitale è Vaiaku presso l'atollo Funafuti. La lingua è il polinesiano (il "tuvalu") ma nell'isola di Nui si parla il gilbertino, la lingua ufficiale di Kiribati. Dopo la Città del Vaticano è lo stato indipendente con la popolazione più piccola.

Protetoratto britannico dal 1892 e Reame del Commonwealth, si separò dalle isole Gilbert o Kiribati nel 1975 (il 1° ottobre) e divenne indipendente nel 1978. Regno (la regina d'Inghilterra è anche regina di Tuvalu). Membro delle Nazioni Unite (1999). Nessun punto supera i 5 m sopra il livello del mare.

La sua fama, oltre che come località turistica, è dovuta al nome di dominio di primo livello che è stato assegnato a queste isole: .tv, ricercatissimo per i siti Internet di molte trasmissioni televisive.

Storia
Tuvalu, abitata sin dall'inizio del I millennio AC, fu visitata dagli europei per la prima volta nel 1568, con l'arrivo dello spagnolo Alvaro de Mendana y Neyra. Da quella data soltanto mercanti di schiavi e cacciatori di balene approdarono occasionalmente sulle isole. Nel 1892, Tuvalu divenne parte del protettorato britannico delle isole Gilbert e Ellice, con Tuvalu che fu ufficialmente denominato "isole Ellice". Il protettorato divenne una colonia nel 1915.

Nel 1974, le differenze etniche all'interno della colonia spinsero i polinesiani delle Ellice a votare per la separazione dai micronesiani delle Gilbert (che sarebbero poi diventate Kiribati). L'anno seguente, le isole Ellice divennero una colonia britannica a sé stante, per poi arrivare all'indipendenza il primo dicembre 1978.

Politica
Tuvalu è una monarchia costituzionale all'interno del Commonwealth britannico, avente come capo di stato la regina Elisabetta II, la quale è rappresentata da un governatore generale, che è nominato su proposta del primo ministro. Il governo di Tuvalu ha espresso l'intenzione di indire un referendum nel giugno 2005 in merito alla possibilità di fare del paese una repubblica. [1].

Il parlamento locale, o Fale I Fono, è composto da 15 membri (7 circoscrizioni eleggono 2 rappresentanti, una circostrizione che elegge un solo membro) ed è nominato ogni 4 anni. I suoi membri eleggono il primo ministro, che è il capo del governo. A livello locale, alcuni anziani esercitano un'autorità informale.

È interessante osservare che in Tuvalu non sono presenti partiti politici organizzati.

Attualmente il Primo Ministro Apisai Ielemia è stato eletto nel turno elettorale del 3 agosto 2006.

Il potere monarchico è esercitato dalla Regina Elisabetta II, rappresentata dal Governatore Generale, (attualmente è il reverendo Filoimea Telito, in carica dal 15 aprile 2005).

Popolazione
Dopo la Città del Vaticano è lo stato con la popolazione più piccola, ha infatti solamente 11.468 ab (2004) ed è 193°. Ha però un'altissima densità: 441 ab / km quadrato. L'isola è da sempre patria di molti emigranti diretti verso verso le altre isole della Polinesia e in particolare verso la Nuova Zelanda. Negli ultimi anni il fenomeno è stato decisamente accentuato dal fatto che l'innalzamento del livello degli oceani sta mettendo a serio rischio l'esistenza stessa dell'arcipelago, formato da isole sabbiose di forma allungata e alte non più di un paio di metri sul livello del mare.

fonte: WIKIPEDIA


LE ISOLE DI TUVALU ABITATE SIN DAL 1.000 A.C.
GLI EUROPEI LE HANNO SCOPERTE NEL 1500
PER QUANTO TEMPO ANCORA LE CONOSCEREMO?
C'E' CHI DICE NON OLTRE ALTRI 100 ANNI, POSSIBILE NON SI POSSA FAR NULLA PER SALVARLE?

 

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